Discussioni aperte

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4 Responses to Discussioni aperte
  1. Roberto Castellani
    giugno 8, 2011 | 09:45

    Purtroppo negli ultimi anni il declino ed il degrado del centro storico è un fatto evidente, incontestabile e col tempo si è pure rafforzato.

    Ma da dove nasce tutto ciò? e perchè?

    Dall’inizio degli anni 90 i ns compaesani hanno piano piano cominciato a trasferirsi altrove, e viceversa gli immigrati hanno cominciato a popolare il paese; nel frattempo le attività commerciali sono via via sparite fino al punto che oggi ormai si contano nelle dita di una mano… e quelle poche rimaste hanno gravi difficoltà.

    Obbiettivamente tutto ciò ha trasformato quello che tanti anni fa era un centro storico vivo in un centro storico fantasma, grigio e vuoto.

    Basta fare un giro in corso un qualsiasi giorno, in particolare il sabato pomeriggio (che in teoria dovrebbe essere il momento di maggior affluenza) per rendersi conto di quanto sia triste e deprimente (con la presenza di qualche immigrato in quà e là).

    Questo – per carità – è il risultato di un cambiamento sociale piu ampio, dove da un lato la globalizzazione ha fatto sì che i paesi sono diventati ormai multietnici, e dall’altro la grande distribuzione ha preso il sopravvento e spazzato via le attività locali.

    A tutto ciò aggiungiamoci pure la peggiore crisi dal dopoguerra ed il gioco è fatto.

    Però tutto questo a S.Croce è amplificato, basta considerare che è la prima città della provincia di Pisa con il maggior numero di immigrati (che vengono qui poiché trovano lavoro nelle concerie e soprattutto case/affitti a basso costo proprio nel centro storico).

    Ovvio che l’integrazione comporta vantaggi e svantaggi, ma quello che io mi domando è come mai il nostro centro storico è così degradato, pieno di immigrati e privo di negozi, mentre i centri storici di altri piccoli paesi limitrofi (es. Castelfranco o Fucecchio), riescono nonostante tutto ad integrare popolazione locale con immigrati e soprattutto avere un buon numero di negozi.
    Insomma, perché gli altri paesi hanno un centro storico decoroso e noi no?

    Se uno fa un giro nel corso a Fucecchio il sabato (e sto parlando di Fucecchio, non Firenze), si rende conto che è tutta un’altra cosa rispetto a S.Croce… c’è gente, negozi, iniziative… insomma niente a che vedere con S.Croce (eppure, non dimentichiamo che anche a Fucecchio la presenza di immigrati è notevole).

    Premesso che non esiste una formula magica e probabilmente nemmeno una soluzione certa e definitiva a questo problema (poiché è molto piu complesso di quanto sembra) io credo che proprio osservando altri paesi si possono fare almeno delle considerazioni.

    La più importante, quella che secondo me è alla base di tutto, è che a differenza di altri centri storici, a S.Croce mancano completamente quelle attività pubbliche che per un motivo o l’altro attirano gente: sto parlando di banche, poste e non per ultimo il Comune.
    Infatti non credo sia sufficiente un ufficio anagrafe aperto poche ore al giorno per attirare un pò di gente… oppure 2 banche ai lati estremi del corso (Credem e Cari-PI-LU-LI).

    Ci vogliono le attività DENTRO il Corso, ben visibili e presenti.

    Se facciamo un giro nel corso a Fucecchio, Empoli o Pontedera, vediamo chiaramente come i posizionamenti sono strategici: il Comune è in mezzo al Corso (o comunque vicinissimo) e poi ci sono banche e sportelli bancomat ovunque, sparsi nel centro del paese.

    Questo genera traffico, persone e affollamento pedonale.
    Mi viene in mente il vecchio e dismesso Hotel Cristallo nel cuore del paese: sarà utopistico, ma se fosse la sede del Comune, oltre ad avere un significato simbolico, darebbe visibilità al centro storico.
    D’altronde le catene in franchising (es. abbigliamento tipo Benetton o Sisley, profumerie La Gardenia e via dicendo) non apriranno mai un negozio in un corso-fantasma come S.Croce: loro si basano su indagini di mercato ben precise e mai investirebbero in un centro storico come il nostro.
    Mancando le principali attività pubbliche (e ribadisco: banche – poste – comune), non si sviluppa traffico e presenza di persone.

    Questo – a mio avviso – è il punto fondamentale, per quanto possa essere difficile da concretizzare.

    Quindi…

    Punto nr. 1 : favorire attraverso incentivi, l’insediamento di pubbliche attività come sopra esposto, nei fondi sfitti (e ce ne sono a decine) del centro storico: se non si creano i presupposti per ridare vita al corso in questa direzione, l’insediamento di attività private è assolutamente utopistico.

    Punto nr. 2 : creare nuovi spazi per parcheggi o potenziare quelli esistenti (ad es. l’ex area agip andrebbe potenziata su 2 o 3 piani, moltiplicando quindi il nr. di posti auto). Quello che voglio far capire è che l’accesso al Centro storico deve essere facile e agevole per chi viene da fuori. Oggi non lo è, o almeno non abbastanza.

    Punto nr. 3 : massiccio potenziamento delle attività del Teatro Verdi, che secondo me dovrebbe ospitare non solo spettacoli di teatro. Per me dovrebbe essere aperto 7 giorni su 7 o quasi, ad esclusione dei mesi estivi. Ad esempio potrebbe essere affittato per convegni, conferenze, meeting, seminari, corsi di formazione, dibattiti politici, culturali, sportivi etc etc… queste sono le prime idee che mi vengono in mente.

    Punto nr. 4 : creazione della Foresteria nel Monastero di S.Cristiana e dare quindi la possibilità di alloggio ai turisti. Tra l’altro (ad esclusione di un desolante Hotel San Carlo) ricordiamoci che a S.Croce non vi sono attività ricettive. Inoltre (se fosse possibile) aprirei il Monastero al pubblico: a mio avviso se una struttura del genere fosse aperta al pubblico (o almeno una parte di essa, magari ad orari prestabiliti, come un museo) darebbe lustro al centro storico, diverrebbe un ritrovo spirituale e attirerebbe turismo.

    Punto nr. 5: favorire, sviluppare, incrementare il carnevale, la festa dell’amaretto, mercatini ed in genere qualsiasi evento di piazza e non solo. Tra l’altro guai a spostare il mercato del sabato da Piazza Matteotti alla zona della Coop (come qualcuno vorrebbe fare). Sarebbe un colpo durissimo, probabilmente mortale, per il centro storico.

    Io credo che se si realizzassero tutti e 5 i punti di cui sopra (opportunamente studiati e progettati), la gente tornerebbe ad affollare il centro storico e si favorirebbe l’insediamento di nuove attività e negozi.

    Oggi come oggi, alle attuali condizioni, chi ha una minima visione di mercato sa benissimo che l’apertura di un negozio nel cuore di S.Croce è una scommessa persa in partenza.

    Triste a dirsi, ma purtroppo è l’amara verità.

    Per fare in modo che la scommessa possa rivelarsi vincente, bisogna prima di tutto ricrearne le condizioni, altrimenti il centro storico è destinato a rimanere povero, triste e abbandonato.

    Queste sono le mie personali considerazioni, spero che possano servire a qualcosa.

    Grazie.
    Roberto Castellani

    • Fabio
      giugno 29, 2011 | 11:26

      Bravo Roberto,
      tutto quello che dici è pienamente condivisibile.
      Voglio rincarere la dose puntualizzando l’attenzione su un’altro aspetto.
      S.Croce S/Arno ormai non è più a misura d’uomo e se siamo un centro industrializzato famoso in tutto il mondo (e questo ci deve rendere orgogliosi) non è possibile che ci siano diverse attività industriali (concerie) poste nel bel mezzo dell’area residenziale, portando cattivo odore, rumori assordanti e mezzi pesanti in movimento.
      Direi che nella fascia dal Penny fino al centro storico, le concerie andrebbero bandite e spostate nella nuova zona industriale dando degli incentivi per fare ciò.
      Saluti
      Fabio

  2. serena
    giugno 8, 2011 | 15:36

    Mi complimento con Roberto…sono pienamente in accordo con lui.
    Io aiuterei anche la popolazione…(di soldi ne vengono spesi molti…vedi fontane in piazza della collegiata!)…potrebbe essere un’idea fare una fonte di acqua potabile…per i cittadini.
    Inoltre, come ho gia fatto notare coinvolgerei i giovani in quelli che sono i locali adibiti a loro…quali il nuovo Centro Giovanile.Dovrebbero dire la loro..fare proposte…io so per certo che molti vorrebbero partecipare alla realizzazione e progettazione…ma non gli viene data voce.Sono sempre i soliti a parlare…e non sono certamente giovani.
    Voglio bene al mio paese anche se non lo riconosco più…spero che queste pagine vengano lette da qualcuno che le possa prendere in considerazione…
    ancora fiduciosa in qualcosa di buono.

    grazie
    Serena

    • silvia sabatini
      luglio 19, 2012 | 15:14

      Caro Fabio,
      Io vivo proprio li’ in Via Masini ed e’ da quando ero piccola che promettomo di decentrare le concerie ora ho quasi 50 anni e le stesse concerie ci sono sempre.Un degrado assoluto certamente non degno di un paese come giustamente hai detto conosciuto in tutto il mondo.
      Gli incentivi sono stati dati a tutti coloro che volevano entrare nell’area industriale mentre altri molto propabilmente hanno potuto non farlo a suo piacimento.

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